Inside/ Quante tipologie di smart working esistono? Scopriamole insieme

Quante tipologie di smart working esistono? Scopriamole insieme

Cosa significa il termine smart working e quali sono le sue varie declinazioni nel contesto aziendale?
Hybrid work, telelavoro e lavoro agile: ecco a cosa si riferiscono.

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smart working tipologie

Lo smart working ha ridefinito l’approccio tradizionale al lavoro, permettendo alle persone di programmare con autonomia la propria quotidianità in funzione del work-life balance.
Scopriamone in questo articolo le principali tipologie.

 

Indice:

  1. Cos’è lo smart working e quali tipologie esistono
  2. Lo smart working come telelavoro
  3. Hybrid work: le caratteristiche del lavoro ibrido
  4. Smart working: vantaggi e svantaggi a confronto

 

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Cos’è lo smart working e quali tipologie esistono

Quando parliamo di smart working, ci riferiamo ad alcune politiche aziendali che offrono ai dipendenti una maggiore flessibilità nella gestione delle proprie mansioni
Un dipendente che lavora secondo queste logiche, può svolgere la propria attività con più libertà in termini di sede di lavoro e anche di orari.

Non è un caso che, nei programmi di welfare aziendale, lo smart working sia spesso presente, proprio per la sua capacità di concedere alle persone un controllo più elevato del work life balance.

Esistono varie tipologie di smart working a seconda del grado di presenza in ufficio.
Le varianti principali che affronteremo sono il telelavoro, l'home working e l'hybrid working: vediamone le differenze.

 

Lo smart working come telelavoro

Il telelavoro è una tipologia di smart working che viene spesso indicata anche come lavoro da remoto, o full remote working, e riguarda una modalità di lavoro flessibile che prevede il totale svolgimento delle proprie mansioni in una sede diversa dall'ufficio
Una sottocategoria del telelavoro è l’home working.

In questo caso, i dipendenti lavorano in una sede che non è quella aziendale, ma con una differenza rispetto al telelavoro: impresa e dipendente concordano, per ragioni di sicurezza, un unico domicilio da dove quest’ultimo può operare

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Hybrid work: le caratteristiche del lavoro ibrido

L’hybrid working è la forma di lavoro flessibile a cui siamo più abituati e si riferisce alla possibilità di trascorrere alcune giornate lavorative in una sede alternativa, come a casa, o in uno spazio di coworking.

Questa variante dello smart working permette di lavorare da remoto per alcuni giorni al mese che vengono stabiliti in fase contrattuale, di solito prevedendo un numero minimo di giornate da trascorrere in ufficio.

Smart working: vantaggi e svantaggi a confronto

Quali effetti ha lo smart working sul contesto aziendale?

Ogni modalità di esecuzione del lavoro offre sia svantaggi che vantaggi, ma è indubbio che questa tipologia di lavoro flessibile abbia portato ad una nuova declinazione della gestione del lavoro da parte del dipendente, in cui quest'ultimo può vivere l’esperienza aziendale con maggiore autonomia.
Vediamone i principali vantaggi e svantaggi.

 

I vantaggi del lavoro da remoto

I principali vantaggi attribuibili allo smart working riguardano un aumento del benessere aziendale e, conseguentemente, della produttività: lavorare parzialmente o completamente da remoto offre un maggiore equilibrio tra vita lavorativa e privata, il che ha un effetto positivo sul wellbeing aziendale. 
Per questo motivo, sempre più imprese includono nelle proprie politiche di welfare la possibilità di svolgere il proprio lavoro anche da remoto.

Nel panorama odierno, le persone tendono a rivalutare la propria posizione lavorativa soprattutto in base all’impegno dell’azienda nel favorire il work-life balance.
Partendo da questo presupposto, l'inclusione di modalità di lavoro flessibili, con particolare riferimento all'hybrid working, rappresenta un elemento fondamentale dell'attrattività di un'azienda in termini di retention.

Secondo i dati della ricerca condotta dall’Osservatorio Smart Working sul 2024, le aziende che hanno integrato in modo efficace lo smart working, sono state in grado di raggiungere un incremento della produttività fino al 20%, il che dimostra la correlazione diretta tra smart working e prestazioni.

 

I contro dello smart working

Uno degli effetti dello smart working a livello strutturale è la decentralizzazione del lavoro: ormai il contesto aziendale non è più quello tradizionale e spesso i dipendenti trascorrono parte delle loro giornate lavorative in sedi differenti da quella principale.

Questo comporta benefici in termini di work-life balance, ma un distacco eccessivo dall'ambiente di lavoro può ridurre il senso di appartenenza, elemento essenziale quando il contesto prevede, per esempio, che parte dei progetti venga svolto in team. 

Un altro aspetto negativo che possiamo considerare è la collisione tra sfera lavorativa e personale, fenomeno che si manifesta parzialmente nel lavoro ibrido e in maniera più incisiva con il remote working. 
Dal punto di vista psicologico, lavorare da casa può portare alla rinuncia del diritto di disconnessione: da remoto tendiamo ad essere sempre operativi, a differenza di chi lavora in ufficio, che lascia la propria dotazione tecnologica in azienda.

Infine, possiamo affermare che applicare modalità di lavoro flessibili necessiti di un certo livello di competenze digitali e, di conseguenza, le aziende che le includono si trovano a fronteggiare lacune dal punto di vista dell'aggiornamento delle digital soft skills, rendendo necessario investire tempo e risorse in percorsi di formazione, il che aumenta i costi aziendali.

Lo smart working si declina in diverse varianti, ognuna delle quali ha un impatto più o meno rilevante sull’azienda e sul benessere dei dipendenti. 
Per questo motivo, è bene prendere in considerazione sia i vantaggi che gli svantaggi di questa nuova modalità di lavoro, allo scopo di raggiungere i massimi benefici per l’azienda e per il wellbeing delle persone che la compongono.



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