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title: "Lo smart working in Italia: i dati delle aziende nel 2024"
description: "Analisi dello smart working in Italia nel 2024: dati, tendenze e confronto con l'Europa per comprendere il futuro del lavoro da remoto."
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[Blog Inside | Il mondo del lavoro raccontato da Sisal](https://inside.sisal.com)

# [Lo smart working in Italia: i dati delle aziende nel 2024](https://inside.sisal.com/wellbeing-aziendale/smart-working-italia-2024)

 Scritto da [Talent Acquisition Team](https://inside.sisal.com/author/talent-acquisition-team) | Apr 8, 2025 6:00:00 AM

**Il 2024 è stato un anno decisivo** **per comprendere i futuri scenari dello smart working in Italia**: sebbene le previsioni suggerissero un ritorno al lavoro in presenza, i dati e le nuove tendenze hanno dimostrato una volontà, da parte delle imprese e dei lavoratori, ben differente.

Approfondiamo il tema nel dettaglio.

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Indice:

- [Lo smart working in Italia nel 2024: driver e dati](https://inside.sisal.com/wellbeing-aziendale/smart-working-italia-2024?hs_amp=true#a)
- [Continua il divario tra pmi e grandi imprese](https://inside.sisal.com/wellbeing-aziendale/smart-working-italia-2024?hs_amp=true#b)
- [Il confronto con l’Europa nel 2023](https://inside.sisal.com/wellbeing-aziendale/smart-working-italia-2024?hs_amp=true#c)

 

## Lo smart working in Italia nel 2024: driver e dati

Il tema dello [**smart working**](https://inside.sisal.com/sisal-spa/smart-working) continua ad essere un indice molto utile per comprendere non solo la situazione attuale, ma anche la **direzione verso cui il futuro del mondo del lavoro si sta muovendo**.

Ciò che è emerso dai dati relativi al 2024 ritrae una situazione altalenante: se, da una parte, **lavoratori e grandi aziende continuano ad avere un atteggiamento favorevole** verso la possibilità di svolgere parte della settimana lavorativa da casa, **le piccole e medie imprese e gli interventi politici sul tema si dirigono in direzione opposta**.

Le stime dell’[Osservatorio sullo Smart Working 2024](https://www.osservatori.net/comunicato/smart-working/smart-working-italia-numeri-trend/) hanno segnalato **un leggero calo del numero di smart worker in Italia rispetto all’anno precedente**: se nel 2023 circa 3,58 milioni di dipendenti avevano adottato un approccio flessibile al lavoro, nel 2024 il numero è sceso dello 0,8%, abbassandosi a 3,55 milioni di lavoratori smart.

La riduzione, per quanto presente, appare in minima forma, il che suggerisce una **tendenza generalmente positiva all’adozione dello smart working**, considerando che lo studio condotto prevede per il 2025 una **crescita stimata del 5% di smart worker**.

Alla luce di questa prospettiva, a cosa bisogna attribuire la diminuzione sopracitata?

Uno dei primi driver che hanno influenzato il **calo degli smart worker in Italia nel 2024** è stato il **ritorno alla legge 81 del 2017**: fino a marzo 2024, le politiche in merito alla flessibilità lavorativa prevedevano il diritto allo smart working per alcune categorie di lavoratori, come i dipendenti con figli entro i 14 anni e i lavoratori fragili.

Per quanto fosse limitata in termini di possibilità di adesione, **questa normativa aveva diffuso una** **nuova declinazione del concetto di smart working** non solo come benefit aziendale, ma come un vero e proprio diritto.

**Il ritorno alla legge 81 del 2017** ha quindi riportato il lavoro da remoto ad una **condizione contrattuale volontaria**, che svincola le aziende da qualsiasi obbligo di applicazione dei contratti di smart working.

Per questo motivo, nel 2024 era stato previsto **un ritorno massiccio al lavoro in sede**, ma **nuovi driver hanno impedito questa retrocessione**, tra cui la diversa concezione di benessere aziendale da parte delle nuove generazioni.

Negli ultimi anni, il concetto di [wellbeing in azienda](https://inside.sisal.com/wellbeing-aziendale/promuovere-benessere-dipendenti) è mutato, dando sempre più importanza al tema del [**work life balance**](https://inside.sisal.com/wellbeing-aziendale/work-life-balance).   
In questo contesto, **driver come la retribuzione passano in secondo piano**, mentre **elementi collegati con la flessibilità**, come lo smart working, diventano cruciali nella considerazione delle proprie prospettive lavorative. 

Per capire l’impatto di questo scenario sul mondo aziendale, riprendiamo i dati dell'Osservatorio sullo Smart Working 2024: secondo l’analisi, **il 73% dei lavoratori italiani si opporrebbe ad un’eventuale eliminazione dello smart working**, mentre il 27% cambierebbe lavoro. Per questa ragione, molte aziende, soprattutto tra le più grandi, integrano lo smart working come fattore di retention dei propri dipendenti.

## Continua il divario tra pmi e grandi imprese

Un altro elemento che ha inciso sulla riduzione del numero di smart worker in Italia tra il 2023 e il 2024 è il divario in termini di innovazione tra PMI e grandi imprese.

**Tra il 2023 e il 2024**, nelle **grandi imprese** l’integrazione di modalità di lavoro da remoto ha raggiunto **un aumento dell’1,6%**, mentre **nelle piccole e medie imprese** **il dato ha registrato un calo dell’8,7%**.

Entrando nel dettaglio, nel 2023 il mercato delle pmi contava circa 570 mila smart worker, mentre l’anno successivo il numero è sceso a 520 mila.

**La contrapposizione tra pmi e grandi imprese** nell’integrare strutturalmente il lavoro da remoto appare anche in termini di **giornate “in smart” concesse**: se nel 2024 la media di giornate da remoto previste nelle grandi aziende arrivava a nove, il numero nelle piccole e medie imprese scende a 6,6.

Questa dissonanza trova ulteriore riscontro se consideriamo le **motivazioni che hanno portato 50mila lavoratori italiani** (l’8,7% citato sopra), **alla rinuncia dello smart working** tra il 2023 e il 2024. 

Lo studio segnala tre motivazioni principali rispetto a questa retrocessione:

- nel 23% dei casi, l’operatività del proprio ruolo non poteva più essere gestita da remoto;
- nel 19% dei casi, l’abbandono dello smart working è stato volontario; 
- il 58% degli intervistati ha affermato che la scelta è ricaduta unicamente sull’azienda.

Le evidenze espresse dimostrano quanto l’approccio della **piccola imprenditorialità** sia ancora **ancorato ad un modello basato sul presenzialismo**, che si scontra con la **nuova visione aziendale delle grandi imprese** che abbracciano l'importanza del **lavoro da remoto come un driver essenziale del work life balance** dei dipendenti.

## Il confronto con l’Europa nel 2023

I dati [Eurostat](https://www.infodata.ilsole24ore.com/2024/05/30/lavoro-agile-italia-tra-le-ultime-in-classifica-nei-paesi-ue-per-smart-working-riconosciuto-ai-lavoratori/) più recenti sull’**adozione di politiche di smart working da parte dei paesi europei** mettono in luce come l'Italia sia indietro rispetto alla media UE, che dopo la pandemia ha progressivamente integrato e promosso modalità di lavoro ibride.

**Molti paesi dell’Unione mostrano un atteggiamento favorevole verso lo smart working**, per diversi motivi.

In primo luogo, come abbiamo accennato, lavorare da remoto permette di **raggiungere una qualità in termini di work life balance superiore**, il che coincide con le nuove priorità dei lavoratori europei.

Inoltre, applicare politiche di smart working **riduce i costi aziendali legati al mantenimento delle proprie strutture** e, allo stesso tempo, **riduce l’impatto sulle emissioni di CO₂** legate allo spostamento dei dipendenti.

*Eurostat: classifica dei paesi europei sulla base dell’adozione dello smart working nel 2023*

 

Nonostante i diversi vantaggi che lo smart working offre, **nel 2023, sulla totalità dei lavoratori italiani, solo il 4,4% svolgeva almeno 3 giorni alla settimana da remoto**: la Finlandia, invece, paese europeo con la percentuale più alta di smart worker, sulla stessa variabile raggiungeva il 22,4%.

In questo contesto, **l’Italia si posiziona ventisettesima**, mostrando un grande arretramento rispetto all’adattamento verso il futuro lavorativo degli altri membri UE.

In conclusione, possiamo affermare che **i dati in Italia sullo smart working nel 2024** delineano un contesto dove **l’approccio al lavoro da remoto avrà una diffusione sempre maggiore** e diventerà uno dei principali indici di valutazione del wellbeing aziendale da parte degli attuali dipendenti e dei nuovi talenti.

 

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